2009/03/09   

La tutela del paesaggio



La legge regionale n.14 del 4 giugno 2007 della regione Puglia tutela e protegge il paesaggio degli ulivi monumentali, si tratta di una norma sacrosanta, nata anche grazie alla tenacia di persone come Gianni Picella e Ippolito Pizzetti, e serve a regolamentare e a tutelare non solo degli alberi vetusti ma anche, (aggiungo: soprattutto), un intero sistema paesaggistico basato sull'agricoltura e su una fragile memoria delle colture produttive. Malgrado ciò nei giorni scorsi ho ricevuto una mail, mandata in copia a molti soci dell'Associazione Italiana Architettura del Paesaggio AIAPP, in cui un agronomo agricoltore reclamizzava la vendita di "esemplari millenari di olivi provenienti da svellatura". Incuriosito e sbalordito sono andato a vedere e mi è stato mostrato un campo adiacente alla Gravina di Laterza dove diverse decine di olivi saranno sterminati in nome della stupidità giardinistica di alcuni e la furbizia di altri. Se questo è un paesaggio tutelato, mi domando a che rischi sia sottoposto tutto il resto del nostro paese specialmente in un epoca in cui un labirinto di norme locali non fa altro che generare profonde ingiustizie che spesso puniscono più le persone sensibili che i furbi.


2009/02/10   

Botanica Temporanea ISIA Urbino



Dal 2 al 6 febbraio 2009 si tenuto all'I.S.I.A. di Urbino il workshop Progetto Sostenibile all'interno del quale io e Benedetta Forni abbiamo condotto un altro laboratorio di Botanica Temporanea. BT ha puntato l'attenzione sul paesaggio della ferrovia abbandonata Fano-Urbino, nel tratto Fermignano-Urbino. Premesse. Gli studenti che hanno partecipato al gruppo di progetto sono nati intorno al 1987, anno in cui è stato dismesso il tratto ferroviario F/U. Oggi la ferrovia viene tenuta sgombera dalla vegetazione spontanea dai volontari dell'Associazione Ferrovia Val Metauro che ha come scopo attività ferroviarie nell'ambito della protezione civile. Gli studenti, dopo un sopralluogo lungo il tratto ferroviario sono stati invitati ad elaborare uno schema grafico per rappresentare l'identità del nuovo paesaggio ferroviario nella relazione con i suoi nuovi fruitori. Considerazioni. Il sito della ferrovia è ricco di risorse, preso atto dell'attuale stato di inattività potrebbe facilmente trasformarsi in un parco lineare, non solo una passeggiata attraverso il paesaggio pittoresco delle Marche, ma anche un percorso capace di tradurre comunicativamente le dinamiche biologiche e sociali che formano il paesaggio sia a piccola che a grande scala. In particolare, l'alternarsi di ponti e gallerie tra i due centri abitati, induce i fruitori del percorso, con stimoli fisici involontari e forti, a immergersi nel paesaggio direttamente e in maniera spontanea fino a far loro prendere consapevolezza di far parte dell'intero sistema Paesaggio. Conclusioni workshop. In poco tempo, un gruppo di studenti brillanti e interessati ha prodotto singolarmente una serie di elaborati grafici che in via non dichiarata si pone come una forma progettuale alternativa, grazie alla sintesi delle esperienze e dei dati raccolti durante il seminario. Questa esperienza di approfondimento delle dinamiche progettuali, e in particolare dell'aspetto del non-progetto, è stata particolarmente ricca grazie all'unicità del luogo e grazie alla disponibilità dell'ISIA, del suo direttore, e soprattutto alla lungimirante intuizione di Beppe Chia e Luciano Perondi che hanno organizzato il workshop Progetto Sostenibile e ci hanno invitato a partecipare. Grazie a tutti gli studenti del gruppo di Botanica Temporanea! Beppe Chia (www.chialab.it) Luciano Perondi (www.molotro.com) Associazione ferrovia Val Metauro (www.ferroviafvm.it) 2009-2-10 Urbino


ISIA - Istituto Superiore per le Industrie Artistiche


2008/11/28   

L'acqua non è più del paesaggio



L'articolo 23 bis del decreto legge 122 del ministro Tremonti proietta la gestione delle risorse idriche nazionali nel libero mercato, così l'acqua non è più un bene pubblico nel nostro paese. Questa "novità" impone un cambiamento di strategia nella progettazione del paesaggio e va ben oltre il sapersi adeguare alle conseguenze del cambiamento climatico. Gli uomini soffrendo si adegueranno a questa ennessima schiavitù che pagheranno a caro prezzo, ma gli animali, le piante e tutti gli altri esseri viventi che non posseggono denaro come se la caveranno? 2008-11-28 Studio.


2008/08/10   

Tito & Mao



Che relazione c'è tra i gatti e il paesaggio? Non posso fare a meno di raccontare la seconda parte della storia di Tito. Più precisamente di Tito e di Mao. Attenzione però, non intendo scrivere di dittatori comunisti ma di due gatti. O meglio di uno solo, di una coincidenza e della saggezza di mio figlio Bruno. Secondo un tediosissimo calendario imposto, il primo agosto sono partito da Milano per Piuca insieme alla mia famiglia e in particolare con Bruno che, essendo stato già in vacanza un mese non sospettava nulla della morte del suo amato gattino Tito. La cosa strana è che per giorni, prima di partire, avevo continuato a pensare quale sarebbe stata la maniera migliore per dire a Bruno che il suo cucciolo, quello arrivato grazie a diverse lettere inviate a Babbo Natale (!), non c'era più malgrado i tanti sforzi per salvarlo. Però i bambini hanno una saggezza misteriosa, inaspettata, che permette loro di sopportare dolori indicibili e situazioni familiari pesantissime, ed è così anche per Bruno. L'entusiasmo della partenza per Piuca e uno stop per un cantiere a Bologna, aveva evitato di affrontare l'argomento per oltre metà viaggio e, malgrado la macroscopica assenza di Tito in macchina e il grande amore di Bruno per il suo gatto, non mi erano state poste neppure domande. Poi alla fine del passo della Futa è successo un fatto tanto incredibile e emozionante che mi rendo conto sia difficile crederci. Sotto un guard-rail, dopo la villa di Cafaggiolo, subito dopo che Bruno si era addormentato, abbiamo trovato Mao, ovvero un gattino cisposo e denutrito di un paio di mesi. Mao, soprannominato poi il Bacioski, ammetto, era parecchio bruttino, oltre che ridicolo per via di una coda a fiammifero, la pancia gonfia per il denutrizione e uno strano tic di continuare ad aprire le dita delle zampe. Raccolto il gattino in macchina Bruno si è svegliato di soprassalto e, nel vedere il nuovo gatto, molto più piccolo rispetto al suo appena morto, oltre che sporco e magrissimo, ha esclamato: "il mio gatto!". E' stato allora che, per la prima volta gli ho raccontato quanto era successo al suo Tito e, Bruno, accarezzando il nuovo arrivato che faceva le fusa, ha semplicemente aggiunto: "...si vede che Tito si è reincarnato in questo gattino per tornare da me." Così da agosto abbiamo un nuovo gatto-cane che si sente cucciolo della Tina, Bruno è contento come se nulla fosse accaduto, la Tina sopporta e si adatta come al solito e Mao Bacioski mangia, mangia e continua a mangiare per recuperare la fame dei suoi primi due mesi passati sotto un guard-rail del Mugello. 2008-08-10 Piuca.


2008/08/04   

Cicogne e lupi



Lungo le strade francesi, autostrade e statali, il traffico è sempre scorrevole. Osservando scorrere il paesaggio nelle lunghe trasferte, si percepisce la cura e la pianificazione del territorio e così le tante brutture - non solo architettoniche - cui sono abituati gli italiani e che qui sembrano scomparire grazie a semplici strumenti: dettagli pensati, semplice manutenzione, politica agricola, politica dei trasporti. Non lontano da Rheims i cartelli regionali avvisano chi passa che quella è una zona dove nidificano le cicogne e, anche se non se ne vede una, tutto, sembra funzionare meglio. Ai primi di agosto, percorrendo le strade statali che da Milano portano sulle colline pavesi e piacentine, mi è capitato diverse volte di vedere stupende cicogne mentre se ne stavano in un bizzarro paesaggio popolato da nutrie e capannoni; unica presenza umana giovani prostitute dell'est accompagnate talvolta da rapidi avventori probabilmente in cerca di espedienti per sopravvivere allo stress. Che assurdità! Ragazze e uomini, qui non vedono le cicogne ma se le vedessero, per assurdo, ne interpreterebbero l'apparizione come un presagio nefasto per via dell'immagine dei bambini portati dentro un fazzoletto. E' uno dei tanti paradossi del paesaggio italiano. Siamo nel Parco Sud ma sul posto non ci sono cartelli che spiegano la presenza degli uccelli. Al contrario, dalla Rete, si scopre che sono li grazie ad un progetto sulla tutela della bio-diversità che le sta riportando nelle campagne della pianura con successo. A distanza di pochi giorni ho poi fatto anche un'altra scoperta sugli animali reintrodotti: ci sono i lupi sull' appennino tosco-emiliano: me lo confermano persone che li hanno visti. Pare poi che i lupi ci siano poi anche nei boschi del Chianti, sul monte San Michele, qualcuno li ha liberati importandoli illegalmente con la presunzione di creare una lotta "naturale" ai cinghiali, i cervi, i caprioli, i daini, che, come noi, non sanno più come comportarsi con l'ambiente e danneggiano le colture della vite e dell'olivo. 2008-08-04 studio.


Cicogna bianca parco Ticino.pdf


2008/07/21   

Tito Basoski



Sono certo che chi ha vissuto con degli animali non troverà ingenuo o sentimentale quanto scrivo oggi su Tito Basoski. Questa sera, dopo giorni strazianti di agonia, se n'è andato Tito il gatto fortemente voluto da Bruno, molto amato da Caterina, l'amico che, mentre i miei figli non ci sono, da qualche mese, mi seguiva dappertutto. In breve tempo era entrato a far parte a pieno titolo di una improbabile armata brancaleone che mi seguiva tra casa, studio, Piuca. Aveva conosciuto perfino il magico alpeggio dei Piasci dove ogni notte si danno raduno cervi meravigliosi. Mi sono sempre sentito più affine ai cani che ai gatti anzi, chi, come me, crede nella somiglianza cane/padrone, potrà riscontrare molte similitudini tra me e la Tina. Tito però è stato davvero una scoperta, non a caso si sentiva assolutamente un gatto-cane. A quasi cinque mesi era diventato straordinariamente molto più grande della sua età e, anche se non aveva imparato ancora ad abbaiare, si comportava assolutamente da cane: viaggiava nel bagagliaio con Tina e Emma, mangiava nelle loro ciotole, dormiva con loro, le seguiva nei lunghi giri in giardino e ci correva in contro rispondendo al suo nome come un cane. A differenza di Tina e Emma sapeva arrampicarsi molto bene sugli alberi e, a Piuca, di solito, stava sui rami di albero a guardarci mentre lavoravamo in giardino. In studio invece amava stare sdraiato sui progetti mentre li disegnavo, a volte, sulla scrivania, seguiva interessato il monitor mentre scorrevano le linee, cosa che la Tina fa solo quando è molto tardi e ha molta fame. Racconto di Tito perchè mentre oggi mi moriva in braccio per una peritonite incurabile ho avuto l'ennesima certezza che la relazione che si ha con gli animali è un'esperienza intensa e preziosa che aiuta a comprendere meglio la natura. Facciamo tutti parte dello stesso paesaggio. Per quanto possa essere doloroso perdere un amico mi convinco che sarebbe un peccato non vivere con un animale. Quante cose ci insegnano! Cosa sarebbe il giardino di Piuca senza Tina? E un giro in montagna senza Emma? Mi mancheranno molto le musate di Tito sulla barba o i suoi sguardi curiosi da dietro i rami di olivo. Dopo questa fulminea esperienza con lui capisco meglio i gatti e forse, da oggi, mi sento un cane-gatto-uomo. Ciao caro Tito! 21-07-2008 studio.


2008/07/07   

Prospect cottage



07-07-08 Dungeness Mi ero dimenticato che luglio, nel Kent, equivale al maggio Italiano. Anzi, maggio, giugno e luglio sono un'unica stagione: perchè meravigliarsi dunque per la bellezza dei giardini inglesi? Arrivo a Prospect Cottage dopo una vera e propria overdose di spettacolari fioriture nei giardini di Vita e di Christopher, con accostamenti in-riproducibili gestiti con standard di cura inavvicinabili per un progettista di giardini italiano. E' forse l'ora del tramonto, l'improvvisa bonaccia o, più semplicemente, il conoscere un luogo tanto amato dopo lungo corteggiamento: questa visita mi riempie di infinita gioia. Il giardino di Derek Jarman, a distanza di dodici anni dalla morte del suo ideatore, esiste ancora ed è conservato esattamente con lo stesso stile e lo stesso spirito. Non è facile che un giardino riesca a mantenersi inalterato anche dopo la morte del suo ideatore, vedendola dalla parte del progettista, il successo in un progetto di paesaggio è proprio il saper calcolare tutte le variabili che rendano stabile un ambiente - fitocenosi - fondendo stile, spontaneo sviluppo del paesaggio e gestione del territorio. Per me il giardino di Prospect Cottage è geniale per tanti aspetti, segna una evoluzione sostanziale nel giardino privato contemporaneo e, con la sua poetica e la semplice raffinatezza, è sublime esercizio intimo di stile e contemporaneamente espressione collettiva di un cambiamento di sensibilità, e di stile, nei confronti del paesaggio e della natura. Per costruirlo Jarman ha usato praticamente solo piante nate spontaneamente tra le case dei pescatori e la distesa di ghiaia prodotta dalle correnti dalla Manica. Lo ha ideato e costruito un artista intellettuale che ha saputo trovare la virtù di un luogo nei suoi limiti. Derek Jarman ha assecondato e non sfruttato la sua terra, mettendo in primo piano i suoi prodotti e ricoprendoli di valore, creando scenografie emotive elementari: reliquie arrugginite, legni imbiancati dal salmastro, pietre scavate dai flutti, santolina, ulex, eschscholtzia, centranthus. A dispetto del fatto che Jarman non fosse un esperto di giardinaggio, non si può fare a meno di constatare che ha saputo creare la soluzione migliore in un luogo così ostile alla coltivazione dei fiori e alla formazione di un giardino. Forse, il lavoro di un paesaggista è molto più vicino a quello di un regista che a quello di un semplice architetto.


2008/06/21   

Eolico



21–06–08 Reims Per una strana combinazione, attraversando la campagna francese nei pressi di Reims, proprio davanti ad un impianto eolico, ricevo la telefonata di Maria Francesca Gioffrè che, con il suo consueto, serio, fare misteroso siciliano, mi incita a promuovere gli impianti eolici di produzione energetica. La combinazione non può che invogliarmi a scrivere questa nota sintetica in cui condivido il suo pensiero. Brava Maria Francesca! Sono certo che più che orientarsi verso le centrali nucleari, il nostro governo dovrebbe incentivare una produzione energetica meno rischiosa nei confronti dell'ambiente e distribuita in maniera capillare. Con piena consapevolezza del rischio del nucleare causato dagli impianti presenti nei paesi confinanti al nostro, rimango poco convinto sull'introduzione di un nuovo sistema di approvvigionamento energetico concentrato sul nucleare nel nostro paese. Sono certo che in Italia ci siano molte risorse che permetterebbero una produzione energetica alternativa sia per la grande produzione che su piccola scala. Anzi, sono convinto che si dovrebbe produrre una politica di buon senso, lontana dalla burocrazia, per incentivare i privati ad avere un minor impatto sull'ambiente : biomassa, geotermico, cippato, fotovoltaico. Per anni, insieme a Michele DeLucchi ho lavorato a progetti sulla rivalorizzazione delle centrali termoelettriche, lavorando a quei progetti ho scoperto che esiste anche un impatto "estetico" sul paesaggio e mi sono convinto che l'utopia da inseguire dovrebbe essere quella di una corretta pianificazione del territorio in cui prevedere la gestione delle potenziali fonti di approvvigionamento energetico oltre che, ovviamente, il loro impatto sull'ambiente. Ogni grande centrale elettrica dovrebbe avere un piano di gestione del territorio che fa capo a progetti di agricoltura e infrastrutture.


2008/05/15   

Terremoto Sichuan


China jia you!



Il 12 maggio 2008 il più forte terremoto della storia cinese ha devastato il Sichuan, dopo aver partecipato un anno fa ad una spedizione botanica in questa regione rimango molto colpito e dispiaciuto dalla notizia, anche per questo decido di scriverne. Non intendo in alcun modo entrare nel merito delle critiche e degli schieramenti politici che oggi stanno giudicando la Cina, sia per tutto ciò che concerne i giochi olimpici, sia per i fatti recentemente accaduti a Lhasa, anche se non posso che esprimere tutta la mia solidarietà verso i monaci e verso tutte le altre vittime innocenti. Il Sichuan, come lo Yunnan, rappresenta ecologicamente uno dei luoghi con la maggior ricchezza biologica al mondo e, malgrado le "grandi opere" realizzate negli ultimi decenni nella regione, è stato, e continua ad essere, uno degli ambienti più ricchi al mondo per flora e per fauna. Il paesaggio pittoresco delle montagne del Emei chan e del Gogga chan hanno ispirato l'arte dei giardini cinesi da cui è poi nata una delle forme più affascinanti di giardino giapponese. Oggi tutto questo è stato distrutto e le notizie che si hanno sono incerte e confuse: esprimo la mia solidarietà soprattutto verso il paesaggio del Sichuan intendendolo come un grande organismo vivente fatto di persone, animali, piante e dell'equilibrio che per secoli li ha accomunati dando origine a storia, arte, architettura, agricoltura. Spero che la necessità di pianificare nuovamente i luoghi disastrati possa essere un'occasione per adottare un maggior rispetto e consapevolezza per un ambiente tanto prezioso e confido nella capacità organizzativa del popolo cinese: China jia you! Piuca, 15 maggio 2008.


2008/05/14   

GIARDINAGGIO D'EVASIONE



Mentre distribuisco una cassetta di tageti e valeriane nelle borse della moto non posso fare a meno di ascoltare il dialogo tra due signore in attesa di visitare i loro parenti. Quella più alta si lamenta per il cibo che danno al suo parente mentre la bassa, coglie l'occasione per dare un suggerimento, una ricetta. "...Io non metto i funghi sott'olio nel riso condito perchè poi, quando ci frugano dentro, me lo fanno buttare via. Hanno paura che possano essere avvelenati." Sono al cancello del Carcere di Bollate e sto caricando le piante prodotte dalla Cascina Bollate, ovvero da un gruppo di persone, carcerati e non, che, capitanate da Susanna Magistretti, stanno producendo una collezione di raffinate piante da giardino per amatori. Dietro una collezione di perenni capace di far sgranare gli occhi a qualunque appassionato e, dietro una interessante collezione di rose, ci sono grandi maestri del vivaismo intelligente italiano quali Anna Peyron, che è anche socia della Cooperativa onlus capitanata dalla Magistretti. Le piante e gli ortaggi prodotti dentro il carcere vengono venduti - perfino per corrispondenza -. Complimenti Susanna!


www.cascinabollate


2008/03/08   

BETULA AETNENSIS



Lungo la strada che sale ai rifugi dell'Etna crescono poche piante extraterrestri capaci di sopravvivere alla lava. Perfino le pioniere sono in difficoltà in questo ambiente instabile che, anche a distanza di decenni dalle eruzioni, genera quello che i geologi definiscono un deserto lavico. Tra i pochi organismi vegetali endemici destano sorpresa due piante in particolare: una è la Genista aetnensis, pianta spettacolare che a dispetto dell'aspetto fragile, cresce fino a formare esemplari di dieci metri di altezza come quello che vive in un giardino a Milo. L'altra è la Betulla dell'Etna, Betula aetnensis, la cui corteccia bianca e rosata genera un vero disorientamento per chi, vedendola, non capisce più se si trova in Sicilia o in un paese nordico. Oltre a quelle fortunate che hanno trovato dimora in sporadiche vallette humifere ai lati delle colate più vecchie, ne crescono colonie isolate ai bordi dell'asfalto, crescono in riga allineate da guard-rail zincati. Le loro radici sono cresciute sotto il manto di bitume perchè è li che si condensano i pochi elementi che le servono per sopravvivere. Grazie alla sua capacità di adattamento a luoghi estremi con temperature elevatissime o molto basse, senza dubbio si tratta di una delle essenze arboree più adattabili al mondo.


2007/09/04   

JUNIPERUS OXYCEDRUS



La spiaggia di Bidderosa, golfo di Orosei, è gestita molto bene dalla Stazione Forestale che all'ingresso dispone anche di un piccolo vivaio. Qui cresce il Juniperus oxycedrus che riesce a sopravvivere tra la sabbia quasi al limite delle onde. Lungo la spiaggia ci sono diversi grandi esemplari che crescono reclinati e deformati dal vento, il loro tronco profumato ha una densità tale da impedirne il galleggiamento.


2007/07/31   

ISOLE EFFIMERE



Rompendosi a causa della corrente che scende dal ghiacciaio, un prato torboso abbandona nell’acqua frammenti isolati di prato. Queste piccole isole soffici continuano a vivere come comunità alla deriva lasciandosi trasportare dall’acqua fino a dissolversi.


2007/04/29   

LAO-TU



Il tempo opera su una scala convenzionale che varia a seconda di diversi fattori. E' un'unità di misura che, pur vincolando fortemente l’intera catena biologica, non può esimersi dal mutare scala a seconda di variabili non espressamente dettate dall’uomo. Durante i viaggi in Yunnan, da un anno con l’altro, ho visto sparire parti di paesaggio sotto grandi cantieri di sviluppo urbanistico: non ho trovato più i luoghi dove sorgevano boschi e praterie, storici mercati o campi gestiti da contadini che da generazioni stabilivano un equilibrio ecologico con paesaggio selvatico. Ho ritrovato invece il lama Lao-Tu che ha speso una vita a pregare nel tempio non lontano dal villaggio di Yuhu presso Lijiang. Lao-Tu prega da quando era giovane intrecciando i rami di una Camellia reticulata che oggi, come lui, ha l'aspetto di un nodoso e saggio organismo.


2007/02/14   

BISHNOI



India. Siamo in mezzo al deserto del Thar, nel Rajasthan, molto vicino al Pakistan. Io e Benedetta abbiamo viaggiato per due giorni di seguito, in macchina, con un autista devoto a Shiva che ha ascoltato senza sosta un unica preghiera a Bhrama-Shiva: questa, ormai, è la colonna sonora del viaggio. Dopo un lungo percorso senza sosta arriviamo a Bikaner. Siamo al raduno Bishnoi di Mukam in onore di Jambeshwar. Ci accompagna Magilal Godara, un giovane studente di ingegneria. Magilal ci accoglie a casa sua e ci tiene subito a dirci che, oggi è il giorno di San Valentino ed è anche un giorno sacro per gli animali e le piante. Lungo la strada Magilal e i suoi cugini offrono dolci di latte, esgulla, alle mucche che incontrano sulla strada, sono gli stessi che ha offerto a noi per accoglierci. I Bishnoi sono una setta, composta da uomini di diverse religioni, che celebra il rispetto assoluto per l'ambiente e per tutte le forme di vita che lo popolano. Nel deserto venerano e proteggono gli alberi sacri di khejari e le gazzelle chinkara, sono vegetariani e si riscaldano con escrementi di mucca secchi o rami caduti. Coltivano solo piante di cui possono consumare i semi, o i tuberi, avendo cura di non uccidere la pianta che dona loro alimento. Si stanno radunando migliaia di persone arrivano con ogni mezzo. Alcuni scavano un lago dove raccogliere l'acqua piovana per gli animali assetati, altri danno dolci di zucchero alle bestie affamate negli ospedali delle mucche. Tutto mentre la maggior parte dei pellegrini si reca al tempio per pregare intorno all'immagine della strage di Khejadali, quando, nel 1730, 363 fedeli vennero massacrati cercando di opporsi all'abbattimento di un bosco. Dappertutto è pieno di pattumiera e ai bordi della strada si vedono cani investiti e cammelli con le zampe rotte eppure, anche con queste forti contraddizioni, come occidentale, non posso che sentirmi ancora più inadeguato di loro verso l'ambiente.